dopo il mal di testa, è il dolore più frequentemente sperimentato, ma per quello articolare è il più diffuso ed invalidante nella nostra società, (fonte: Prof. R. Gimignano, Presidente SIMFER, Univ. Napoli), anche in campo lavorativo, interessando quasi un quarto degli italiani (!), dovuta a varie cause, come per la cervicalgia.
Il dolore alla colonna vertebrale lombare cronio o acuto, il “colpo della strega”, è localizzato od irradiato ai glutei (lombalgia prossimale), alle anche ed agli arti inferiori (lombo-sciatalgia completa); si appalesa bizzarramente sia durante sforzi importanti ed acuti, per spostamento di carichi, talora anche banali e modesti, perfino con un colpo di tosse (!) ed ancora effettuando movimenti del corpo più vari, ma scorretti. Importanza della simmetria del corpo al riguardo, sia nella statica che nel movimento e la postura, che consiglio di far visionare in prima battuta dal proprio MMG. Fondamentale valutare la postura sul posto di lavoro, sia in ortostatismo che da seduti, spesso scorretta, anti-fisiologica.
La problematica clinica può essere espressione di molte affezioni, comprese quelle urologiche e ginecologiche (frequente nella endometriosi), talora urgenza di pertinenza chirurgica (vascolare aortica o da diverticolite del colon) di non facile diagnosi, ed ancora artrosi od ernie discali e patologie dell’asse vertebrale (cause più frequenti), traumi attuali o pregressi, postura impropria, come detto sopra; può comparire anche nello stress (!); abituale nella gravidanza, si presenta anche durante il riposo o nel lavoro oppure in macchina, moto e bici.

Ma a noi interessa soprattutto la lombalgia da sforzo in palestra con postura errata dell’appoggio, della curva del tronco, della tipologia della presa dell’attrezzo e dei carichi impropri, della durata dello sforzo e del tempo di recupero: un buon tutor per la tecnica corretta, la nostra consapevolezza, la prudenza e lo specchiarsi bene durante il fitness possono e devono ridurre incidenti del genere: il “fai da te” non premia, come dannosa può essere la filosofia: “oggi sono molto più forte di ieri: voglio fare un bel record personale”!
Alle prime avvisaglie dolorose o nel caso del drammatico “colpo”, stop del training, e subito, se possibile stretching dedicato; se la diagnosi non è agevole, l’aiuto del trainer e del MMG saranno opportuni, come necessario talora assumere un farmaco idoneo.
Per l’accertamento diagnostico non precipitarsi in TAC od RNM: se il problema perdura, dopo una ventina di giorni l’Ortopedico sarà in grado di consigliare un idoneo percorso diagnostico-terapeutico. Prudenza nelle manipolazioni.
E’ regola opportuna, comunque e sempre, quando possibile e nel giusto momento, migliorare la postura in ogni evenienza, rinforzare la muscolatura specifica con esercizi appropriati onde stabilizzare la struttura anatomica e < per quanto possibile la sintomatologia dolorosa (fonte: Arthritis Care & Research), ma occhio, e non per ultima cosa, al nostro peso: serve anche un calo ponderale se siamo “over size”!
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